New EXtraordinary Talents
Nicole Battiston

ARTIST:  Nicole Battiston (VENETO)

TITLE: MARCO POLO e HAU DONG - Esiste un tempo per tutto

MEASURES: cm 40 x 60

TECHNIQUE: Acrili co su tela


DESCRIPTION:

Evento storico (leggenda) presa in esame La storia di Venezia è intrisa di leggende spesso intrecciate con la realtà... Narra la leggenda che Marco Polo abbia incontrato l'amore della sua vita proprio nella lontanissima Asia. Marco trascorse 17 anni alla corte di Kublai Khan, nipote del più noto Gengis Khan, fu lì che si innamorò di una delle figlie dell’imperatore, Hao Dong. Colpito dalle doti canore di Hao Dong fu colpo di fulmine. Il rapporto d’amore tra i due durò per anni alla corte del Khan. Quando Marco tornò a Venezia, Hao Dong lo seguì. Purtroppo, a Venezia la principessa non ebbe vita facile con il parentato dei Polo, le diversità, l’unione non cristiana non aiutò l’integrazione nel tessuto sociale. Hao Dog visse a Venezia in solitudine, l’unico suo svago era quello di cantare con la sua dolce voce e vivere l’amore per il suo Marco. Nel 1298 Marco Polo venne catturato dai Genovesi. Una delle sorelle del mercante raccontò a Hao Dong che il compagno morì. Per l’immenso dolore, la principessa si lanciò da una finestra e diede così fine alla sua triste permanenza in una terra così lontana dalla sua. Si dice che dalla Corte Seconda del Milion si possa udire una voce melodiosa. Talvolta una figura con abito bianco, quando cala la sera, volteggia nei pressi della Corte. Della moglie cinese di Marco Polo non esiste documentazione certa. Eppure, nel 1998 durante i lavori di ristrutturazione delle fondazioni del Teatro Malibran, costruito sul luogo della casa di Marco Polo distrutta da un incendio nel 1597, furono ritrovati dei resti umani appartenenti ad una donna asiatica, emerse anche un corredo di oggetti orientali, tra cui un diadema imperiale che reca lo stemma di Kublai Khan, imperatore della Cina nel tardo 1200.


Alla luce del racconto di Marco Polo e Hao Dong l’artista si è sentita emotivamente coinvolta sviluppando empatia verso i personaggi della vicenda. Avverte con coinvolgimento l’ingiustizia subita, un amore che vedeva l’unione di due diverse culture e che avrebbe potuto recare arricchimento spirituale e sociale alla vita di entrambi e di chi li stava vicino. L’artista sviluppa il desiderio di dare luce al lieto fine, intervenendo nella “storia dell’Oltre” . Crede nell’anima e nella sua immortalità, immagina il momento in cui Marco Polo lascia la sua vita terrena e incontra l’anima della sua Hao Dong. In quell’incontro, in quel ritrovo, in quell’abbraccio la pace si fa eterna e le loro anime guariscono da quel dolore arrecato dai peccati terreni. L’opera narra Polo durante quell’abbraccio che in vita gli è stato sottratto. Attimo trascendentale, di pace, amore, guarigione, ritrovo. L’artista si impersonifica in Polo e vivendo con trasporto e senso di continuità questo amore “troppo evoluto” per essere vissuto in quegli anni, immagina come potrebbe essere rincontrarla sotto forma di anima.

L’artista si ispira all’opera “Il bacio” di Gustav Klimt, realizzando una sua personale produzione. Fondo di gesso, pasta a grana grossa e acrilici su tela danno vita all’opera.